Le imprenditrici grande risorsa per il Paese

15/02/2011 
 

 

Si è svolto a Roma il Convegno "L'altra metà dell'economia: imprenditrici che crescono", in occasione del ventennale dell’associazione, alla presenza del Segretario Generale della Cna Sergio Silvestrini e, fra gli altri, Laura Ravetto, Sottosegretario ai rapporti con il parlamento e Raffaello Vignali, Consigliere per le Pmi per il Ministero dello Sviluppo Economico.

 

"Secondo alcune stime attendibili se si portasse l'occupazione femminile dal 46% al 70% si avrebbe un aumento del Pil di circa il 20%" - ha spiegato Paola Sansoni, Presidente di CNA Donna Impresa - inoltre, in base a uno studio della Bocconi, l'ingresso nel mercato del lavoro di sole centomila donne oggi inattive farebbe crescere il nostro Pil di 0,28 punti l'anno, consentendo di finanziare un incremento del 30% della spesa pubblica per le famiglie".


Ma non basta. L'occupazione femminile "crea altro lavoro: per ogni 100 donne che entrano nel mercato del lavoro si creano sino a 15 posti aggiuntivi nel settore dei servizi".


Un maggiore coinvolgimento delle donne nella sfera produttiva, dunque, rappresenterebbe quella frustata al cavallo dell'economia ora praticamente fermo. "E' vero - ha insistito la Sansoni - nessuno ha la bacchetta magica. Tanto meno in presenza dei vincoli stringenti di bilancio. Ma bisogna iniziare, trovando strumenti nuovi che possono costruire una politica di sostegno ormai ferma da anni". La presidente di Cna Impresa Donna ha parlato di "un complesso di azioni anche non molto costose finanziariamente, che però svolgano la funzione di incentivare e sostenere nascita e radicamento delle imprese femminili". In tal senso, l'associazione ritiene "la conciliazione tra lavoro e vita un fronte necessario su cui agire, immaginando un settore innovativo e moderno di servizi per la famiglia. Di servizi per il welfare".


Nonostante il giudizio "fortemente negativo" sulle azioni di sostegno alle Pmi condotte da donne e nonostante la grave crisi degli ultimi due anni, "le imprenditrici sono cresciute e hanno creato occupazione più delle imprese maschili" ha detto la Sansoni citando i dati: "il tasso di crescita dell'impresa femminile è positivo (+0,2% mentre quello maschile è negativo, -0,5%) mentre l’ occupazione nelle aziende in rosa, tra il 2003 e il 2008, è cresciuta del 15% rispetto al 3% delle imprese maschili". La presidente di Cna Impresa Donna ha sottolineato inoltre che "la via dello sviluppo passa attraverso la costruzione di una alleanza strategica e progettuale tra uomini e donne, tra imprenditori e imprenditrici, che scelga di investire sul lavoro delle donne, puntando in particolare sull'imprenditoria femminile come strumento con cui costruire il rilancio dello sviluppo su basi nuove".


Cna Impresa Donna ha poi puntato il dito anche sulle difficoltà di accesso al credito delle aziende in rosa: "le donne imprenditrici hanno maggiore difficoltà ad ottenere un credito e spesso hanno condizioni più penalizzanti" ha detto la Sansoni:  “una donna imprenditrice paga il denaro di più rispetto ad un uomo". Questo "é un dato allarmante ed inspiegabile", ha aggiunto la Presidente, soprattutto alla luce del fatto che "tendenzialmente le donne hanno una propensione al rischio più basso rispetto agli uomini e sono anche meno insolventi".


"Continueremo a batterci con azioni specifiche", ha concluso la Presidente di categoria, sottolineando che in tal senso "Cna Impresa Donna sta facendo la sua parte con il progetto Key Woman in collaborazione con Artigiancassa".

Per presentare i prodotti della linea Key Woman Artigiancassa era presente alla manifestazione con uno stand informativo.